I nostri agrumi

Agrumi della Piana di Sibari

quello che la Piana lascia nel frutto

Clementine, arance e limoni della Piana di Sibari si riconoscono prima ancora di aprirli: dal peso in mano, dal profumo che la buccia rilascia appena la si strofina. È il risultato di due cose che il territorio fa da solo.

La prima è l’escursione termica tra giorno e notte nei mesi di maturazione, da ottobre in poi: le giornate restano miti, le notti si fanno fredde, e il frutto risponde concentrando zuccheri e aromi. È così che la clementina arriva a quella dolcezza piena che l’ha resa il frutto più identitario di questa terra, ed è lo stesso freddo notturno che fa comparire il rosso nella polpa del Tarocco.

La seconda è il suolo alluvionale, profondo e ben drenato, che non lascia ristagnare l’acqua alle radici: gli alberi lavorano senza stress e il frutto arriva a maturazione con una polpa compatta e un succo equilibrato, mai acquoso.

le nostre varietà, una per ogni momento della giornata

Clementina. È il frutto che apre la stagione e che più di ogni altro racconta la Piana di Sibari, dove trova il suo territorio d’elezione. Si sbuccia con due dita e lascia sulle mani il profumo degli oli essenziali della scorza. La polpa è dolcissima, con una nota quasi di miele e una freschezza che non stanca; gli spicchi si separano da soli e non lasciano filamenti. È l’agrume da portare in borsa, da mettere nello zaino dei bambini, da finire in tre bocconi. Le prime, a inizio stagione, hanno una punta acidula in più che le rende ancora più dissetanti; con le settimane diventano sempre più dolci.

Arancia Tarocco. È l’arancia da spremuta e da tavola insieme. Al taglio la polpa va dall’arancio screziato al rosso rubino, a seconda di quanto freddo ha preso in campo; il colore cambia anche da frutto a frutto nella stessa cassetta, ed è normale. Il sapore è pieno, con una vena acidula che tiene la dolcezza in equilibrio e un finale che ricorda i frutti di bosco. La spremuta ha corpo e colore, e va bevuta subito.

arancia Navel e limone

Arancia Navel. È l’arancia da mangiare a spicchi: dolce, con pochissima acidità, senza semi e con gli spicchi che si staccano puliti. La polpa è croccante, scoppia sotto il dente invece di sfaldarsi. Sbucciata e lasciata in tavola, è quella che finisce per prima.

Limone. Buccia spessa e profumata, polpa che dà un succo deciso e pulito. Proprio perché non è trattato, è il limone da usare intero: la scorza grattugiata sui piatti, le fette nell’acqua, il succo a crudo sul pesce e sulle verdure.

perché i nostri agrumi sono “imperfetti”

I nostri agrumi passano dall’albero al cartone senza nessuna lavorazione intermedia: niente cera, niente conservanti, niente trattamenti antimuffa dopo la raccolta, niente colorazione forzata. Chi compra agrumi al supermercato è abituato a frutti lucidi, tutti dello stesso calibro e dello stesso colore: quell’aspetto è il risultato di lavorazioni che qui non facciamo.

Nel cartone troverai quindi frutti di dimensioni diverse, qualche buccia con segni lasciati dal vento o dal contatto con i rami, un colore che può non essere uniforme. Le clementine di inizio stagione, in particolare, possono avere ancora zone verdi sulla buccia: il frutto è maturo e dolce, è solo la scorza che prende il colore più lentamente del succo. Lo stesso vale per le prime Navel. Nulla di tutto questo tocca il sapore. In cambio hai un frutto che si mangia intero, buccia compresa, e che sa di quello che è.

come conservarli

Senza cera e senza antimuffa, gli agrumi vanno trattati per quello che sono: frutta fresca.

  • Apri il cartone appena arriva e togli la frutta dalla scatola, o almeno lasciala aperta: gli agrumi hanno bisogno di aria.
  • Tienili in un luogo fresco, asciutto e ventilato, lontano da termosifoni e dal sole. Le clementine, con la buccia sottile, sono le più delicate: mangiale entro una settimana; le arance durano 7-10 giorni, il limone due o tre settimane.
  • Il frigorifero allunga la vita (nel cassetto della verdura, fino a 2-3 settimane), ma toglie aroma: tira fuori i frutti un’ora prima di mangiarli.
  • Controllali ogni paio di giorni e separa subito un frutto che si ammorbidisce: senza trattamenti, una muffa passa facilmente ai vicini.
  • Non lavarli prima di riporli: l’umidità sulla buccia accorcia la conservazione. Lavali solo al momento di usarli.

come consumarli

  • Le clementine si mangiano senza pensarci, due o tre alla volta, a colazione, a merenda, dopo cena: sono il modo più semplice per finire un cartone. La scorza, essiccata, profuma tisane e dolci.
  • La spremuta si beve subito: la vitamina C e gli aromi del Tarocco si perdono in fretta all’aria. Se ne avanza, nelle vaschette del ghiaccio in freezer.
  • La scorza non si butta: grattugiata fresca su pasta, pesce, dolci e insalate, è la parte più profumata del frutto. Con la nostra frutta si può fare perché la buccia non è stata trattata.
  • A temperatura ambiente, non fredda: un agrume appena uscito dal frigo sa di metà.

Dalla raccolta al cartone

Dalle piante al cartone in pochi giorni: raccolta a mano con le forbici, selezione frutto per frutto nel nostro magazzino e confezionamento nel momento in cui arriva l’ordine.

porta la Piana di Sibari a casa tua

Clementine, arance Tarocco e Navel e limoni raccolti nei giorni dell’ordine e spediti in cartoni da 10 kg in tutta Italia.